Domande Frequenti

sull'osteopatia

A cura del Dottore Osteopata Marco Gambacciani R.O.I., Direttore Generale Dimafit, responsabile fisioterapia, osteopatia presso R.S.A. Soggiorno Angelica, Signa

Che cosa fa un osteopata?

L’OSTEOPATIA è stata scoperta dal medico A.T.Still alla fine del 1800. L’osteopata, con un trattamento che si esegue esclusivamente con le mani e senza strumento alcuno, si pone l’obiettivo di ripristinare la salute nel sistema corpo. La salute da Kandell è definita come la capacità del corpo di reagire a insulti provenienti dall’ambiente interno e/o esterno. L’osteopatia aumenta questa capacità. Il nostro corpo è costituito per la maggior parte da acqua e più precisamente da circa il 70-80% in termini di peso e da oltre il 99% come numero di molecole. É per questo motivo che nel nostro centro di medicina osteopatica ho deciso di passare dall’ approccio tissutale a quello di natura fluidica che può aiutare non solo nei disordini muscolo-scheletrici ma anche in un grandissimo numero di patologie, con poche sedute, scarse recidive e nessuna controindicazione.

Di che titolo di studio ha bisogno l’osteopata?

Se ci si chiede se un osteopata è laureato, ecco le tappe  necessarie per diventare dottore in osteopatia: laurea sanitaria (medicina, fisioterapia, infermieristica, podologia ecc) o in scienze motorie, successivamente corso di formazione di 6 anni in osteopatia di base. É in calendario governativo la creazione di un percorso di osteopatia laurea triennale. La mia formazione è costituita da un diploma di odontotecnico, una laurea triennale in scienze motorie con lode, il D.O. dottore in osteopatia conseguito con lode dopo i 6 anni di scuola base di osteopatia Firenze SIOTEMA, il master biennale in osteopatia pediatrica conseguito presso l’Accademia Italiana di Osteopatia Tradizionale di Pescara e il  Master triennale di osteopatia avanzata Movimento Presente e Quiete presso il centro osteopatico Advance Institute di Milano. Molteplici sono i corsi che ho affiancato al percorso osteopatico come quelli sul microbiota, la medicina di terreno e la low dose medicine.

Quando si ha bisogno di un osteopata?

Presso lo studio di osteopatia in Firenze o in Lastra a Signa i pazienti si rivolgono per i sintomi più disparati richiedendo osteopatia per la cervicale, mal di schiena, sciatica, “periartrite”, riallineamento posturale, reflusso gastro-esofageo, stitichezza/disbiosi intestinale, dolori mestruali, problematiche pediatriche tipo coliche, dermatiti, parotiti, ecc…

L’osteopata e neonati?

Osteopatia e gravidanza ed osteopatia neonatale caratterizzano una parte del lavoro che svolgo come osteopata Firenze. Lo sviluppo dell’embrione è fortemente influenzato dallo stato di salute materno. In gravidanza abbassare il cortisolo, ottimizzare il controllo glicemico, ridurre il mal di schiena e preparare il bacino al parto togliendo le eventuali disfunzioni somatiche presenti sono solo alcuni degli aspetti del vincente binomio osteopata gravidanza. La mamma che pensa all’ osteopatia pediatrica  lo può fare per problematiche legate al reflusso neonato, coliche, parotiti, dermatiti o plagiocefalie. In questi casi la celerità d’intervento è fondamentale, prima si porta il neonato e meglio è. La percentuale di acqua che costituisce il corpo di un neonato in termini di peso è elevatissima e quindi un osteopata che lavora sui fluidi con quella che in gergo si chiama osteopatia biodinamica, può ottenere i risultati migliori.

Che differenza c’è tra un osteopata e fisioterapista?

Per capire se è meglio eseguire delle sedute con fisioterapista o osteopata dobbiamo avere una conoscenza sul lavoro svolto da queste due figure professionali del settore salute. Personalmente credo che Fisioterapia e Osteopatia non siano in competizione ma svolgano un ruolo sinergico, tant’è che presso gli studi Dimafit – soluzioni salute – sono presenti entrambe.

La mia visione è la seguente: la fisioterapia ha un approccio incentrato sul sintomo mentre l’osteopatia sulla causa dello stesso. Fisioterapista e osteopata si aiutano a vicenda, infatti una volta che l’osteopata ha individuato da dove proviene un determinato disturbo e lo ha “eliminato”, il fisioterapista può eseguire un lavoro conservativo o di esercizio fisico terapeutico. Per fare un esempio a titolo puramente esplicativo, a mio parere in un caso di lombalgia è inutile lavorare a priori fisioterapicamente sulla problematica muscolo-scheletrica con tecniche decontratturanti, tecar, laser, ultrasuoni ecc, quando la causa del sintomo potrebbe essere di natura viscerale. L’intestino infatti condivide con quel tratto di colonna l’innervazione ortosimpatica quindi risolvendo una costipazione o una diarrea non è raro notare un miglioramento sul mal di schiena senza alcun lavoro sulla componente muscolo-scheletrica. Concludendo nell’affrontare un dolore o un’ingiuria di altro genere  potrebbe essere prassi corretta intervenire prima osteopaticamente e risolte le disfunzioni proseguire con un lavoro fisioterapico.

Come si fa a capire se un bravo osteopata?

Un bravo osteopata nella sua pratica quotidiana non deve mai dimenticare i principi fondamentali impartiti da A.T.Still, padre fondatore dell’osteopatia: BODY-MIND-SPIRIT. Un osteopata che lavora solo sul corpo non può essere definito dunque un bravo osteopata. Un altro aspetto fondamentale è cosa fa un osteopata durante un trattamento, infatti questi nella sua pratica deve usare esclusivamente le mani; se incontrate un professionista che durante il trattamento osteopatico vi sottopone a stimoli vibratori strumentali per “decontratturare” oppure applica taping elastico o utilizza altri ausili, sicuramente non sta eseguendo un trattamento osteopatico ma una seduta che si avvicina alla branca fisioterapica. Un altro modo per riconoscere un bravo osteopata è la durata e il numero delle sedute, infatti la seduta osteopatica non può durare meno di 40′ e dopo circa 3 una buona parte del lavoro può essere fatto. In Dimafit osteopaticamente eseguo 3 sedute, dopo la prima ci rivediamo tra 15 giorni e per la terza dopo 1 mese dalla seconda. Non ci sono protocolli e questa cronoagenda può cambiare in funzione della risposta che abbiamo nei confronti del trattamento osteopatico somministrato. 

Cosa fa l’osteopata alla prima visita?

Il termine visita spetta al medico e questa è una delle differenze tra osteopatia e medicina, noi come osteopati eseguiamo delle sedute di trattamento. Quello che faccio come osteopata Firenze o in Lastra a Signa durante la prima seduta quindi è raccogliere dati verbali sulla storia clinica tipo infortuni, interventi ecc. Successivamente eseguo una diagnosi osteopatica da clinostatismo supino (disteso pancia in su) sul lettino individuando le eventuali disfunzioni somatiche presenti. Una volta che conosciamo i distretti corporei che “non funzionano bene” inizia il processo terapeutico che ha una durata variabile tra 25 e 40′. La seduta termina con una serie di indicazioni utili per ottimizzare l’efficacia del trattamento osteopatico, durata 1 ora.

Cosa non può fare l’osteopata?

L’osteopata non può fare diagnosi medica (non posso dire che c’è una certa malattia), l’osteopata non può prescrivere farmaci, l’osteopata non può prescrivere esami strumentali. Personalmente preferisco lavorare sempre di concerto con le figure professionali che insieme a me hanno in carico il paziente che viene in studio. Quando durante il trattamento osteopatico emergono dei dubbi di natura clinica, posso suggerire al medico alcuni interventi il quale ne valuterà la pertinenza. Non è raro lo scambio mail.

Come mai l’osteopata posa la sua mano sulla testa del paziente?

Come recita Wikipedia “William Garner Sutherland, D.O. dottore in osteopatia era un medico osteopatico americano e una figura importante nella medicina osteopatica americana…” E’ colui che per primo ha capito che il cranio, come qualsiasi altra parte del corpo, può essere la causa di alcune disfunzioni somatiche. L’osteopata posa le sue mani sulla testa del paziente per risolvere le eventuali disfunzioni. I tessuti presenti su una caviglia non sono diversi rispetto a quelli sul cranio, quindi se è vero che dopo una distorsione può rimanere una disfunzione perchè non può essere altrettanto vero che dopo un’estrazione dentale o un’otite o un mese di lavoro intenso al PC, non possa esserci una disfunzione anche sul cranio? Inoltre siamo sicuri che una semplice distorsione di caviglia non possa portare nel tempo problemi ad esempio di periartrite scapolo-omerale o cervicale? Il corpo come unità. Per cercare di spiegare perchè un osteopata posa la mano sulla testa del paziente scrivo un esempio semplice e meccanicistico che tralascia molti aspetti fondamentali del trattamento osteopatico ma che può rendere l’idea. Diciamo per ipotesi che portando i tacchi o giocando a calcetto faccio una distorsione di caviglia. Sul momento ho gonfiore e dolore, vado da medico e fisioterapista e con qualche antinfiammatorio e 10 sedute di tecar o laser in un mese risolvono completamente dolore e gonfiore. Dopo 6 mesi mi inizia a far male una spalla e ho il mal di testa. Ma cosa c’entra? Sulla caviglia arriva il perone sulla cui epifisi prossimale si inserisce il bicipite femorale che a sua volta si inserisce prossimalmente sull’ischio sul quale si inserisce il legamento sacro tuberoso da cui parte la fascia dorsolombare da cui prende origine una parte del muscolo gran dorsale che si inserisce in alto sul solco intertubercolare dell’omero e sull’angolo inferiore della scapola sul cui acromion si articola la clavicola sulla quale si inserisce distalmente una parte del muscolo sternocleidoccipitomastoideo che origina in alto proprio dall’osso occipitale e quindi dal cranio. Ecco che a distanza di tempo ho cervicalgia, mal di testa o magari una “periartrite” che per essere risolti all’origine necessitano di un trattamento che risolva le disfunzioni di caviglia, bacino, cranio ecc… Benvenuti nel favoloso mondo dell’osteopatia.

Come vestirsi per andare da un osteopata?

Presso gli studi Dimafit di osteopatia Firenze e a Lastra a Signa non chiedo abbigliamento specifico. Durante il trattamento è sufficiente togliersi le scarpe, gli eventuali fermagli dei capelli e spengere il cellulare…

Come ci si sente dopo la prima seduta di Osteopatia?

Il trattamento osteopatico che svolgo può avere esiti variabili. É difficile a priori immaginare cosa succede i giorni successivi. Solitamente i pazienti mi riferiscono uno stato di spossatezza che può durare da 1 fino a 4-5 giorni, anche i sintomi per i quali si sono presentati sovente necessitano di almeno 1 settimana prima di trovare una soluzione. In questa settimana il corpo lavora in risposta al processo terapeutico avviato durante il trattamento e non è raro che il dolore cambi sede, qualità o intensità. Ecco perchè non eseguo sedute ravvicinate, proprio per dare tempo al sistema corpo di liberarsi dalle precedenti disfunzioni e ritrovare un nuovo adattamento posturale più economico ed efficiente.

Perché l’osteopata scrocchia le ossa?

Osteopatia o chiropratica questo è il problema… Amleto a parte, l’atto di scrocchiare le ossa è tipico del chiropratico che di fatto lavora esclusivamente a livello articolare con manipolazioni ad alta velocità che hanno l’intento di “rimettere a posto” i distretti articolari doloranti. La differenza tra osteopatia e chiropratica è evidente quando l’osteopata inquadra il paziente come unità e non tralascia la valutazione e il trattamento di nessun tessuto, viscerale, muscolo-scheletrico o neurale che sia.

“Scrocchiare le ossa” è una modalità di lavoro chiamata tecnicamente trhust e che non condivido in quanto vi è inevitabilmente da parte dell’operatore con la manipolazione un’immissione di energia nel corpo dall’esterno all’interno. Asserendo che la malattia è sempre una difficoltà del sistema corpo a dissipare energia dall’ambiente interno all’esterno, preferisco non immetterne di ulteriore ma favorire la sua dissipazione. Ecco che l’approccio fluidico, seguendo esattamente questo principio, diventa per me metodo di elezione. Il trattamento che svolgo può essere assimilabile quindi a quella che viene in gergo chiamata osteopatia biodinamica ma il termine di osteopata biodinamico è improprio. Negli anni ho scelto di trattare osteopaticamente sui fluidi perchè è una pratica che ho ricevuto come paziente con risultati straordinari. II fluidi nel corpo sono ubiquitari e di conseguenza lavorare con questa metodica consente di avere un largo spettro di intervento  osteopatico. Questo approccio è estremamente sicuro ed efficace in qualunque tipo di paziente o disturbo: cervicale, lombalgia, ernia del disco, ernia iatale, reflusso gastro esofageo ma anche fibromialgia, atleti con disordini muscoloscheletrici o pazienti di non facile accessibilità come grandi obesi, geriatrici, autistici, ecc…

Come si svolge una seduta di Osteopatia?

La seduta di osteopatia inizia dalla raccolta verbale dei dati quali infortuni, interventi, dolori, malattie, farmaci o integratori assunti. Prosegue con l’osservazione e la valutazione in semeiotica di palpazione diagnostica osteopatica. Il trattamento che segue ha la durata variabile di circa 25-40′. Terminato il processo terapeutico non è infrequente che possa suggerire alcune attenzioni da avere a casa. La mia seduta di osteopaptia nel complesso ha la durata di un’ora.

Quanto durano i dolori dopo osteopata?

Le sedute di osteopatia generalmente non provocano nessun dolore. Talvolta la soluzione delle disfunzioni presenti richiede al corpo nuovi adattamenti posturali che possono tradursi in “dolori nuovi” rispetto ai precedenti e che si verificano qualche giorno dopo il trattamento osteopatico. La loro durata può variare indicativamente da 3 a 6 giorni.

Quanto dura una seduta da un osteopata?

Osteopaticamente questi sono i miei step: raccolta dati, individuazione delle disfunzioni, processo terapeutico, eventuali suggerimenti per casa. Durata complessiva 1 ora.

Quante sedute di osteopatia per vedere i risultati?

Spesso mi viene chiesto quante sedute di osteopatia sono necessarie per ottenere i primi risultati. Solitamente eseguo 3 sedute, la seconda a distanza di circa 15-21 giorni dalla prima e la terza dopo 4-6 settimane dalla seconda. A questo punto l’80% del lavoro è compiuto.

Chi prescrive l’osteopata?

Le persone che vedo per osteopatia Firenze ma anche in Lastra a Signa arrivano su consiglio del proprio medico curante. Essendo una struttura privata ed essendo l’approccio fluidico che eseguo privo di controindicazioni, il paziente ha libertà di provare un trattamento osteopatico anche senza la richiesta medica. Non è raro che i pazienti arrivino da me dopo che le tradizionali cure ortopediche, fisiatriche o fisioterapiche non siano risultate completamente efficaci.